
Un’ultima giornata speciale per Casa di Sara!

Bilancio Sociale 2024: un anno di carità e impegno condiviso
Roma, luglio 2025 – Caritas Italiana ha organizzato l’evento nazionale “Futuro Possibile. Le comunità educanti”, un incontro nato per condividere riflessioni, esperienze e modelli operativi capaci di contrastare la povertà educativa e rispondere alla crisi dell’educazione in Italia. L’iniziativa ha concluso un percorso di un anno e mezzo di lavoro nell’ambito del progetto PEPE – Promuovere Engagement di comunità contro la Povertà Educativa, attivo in cinque diocesi: Caltanissetta, Roma, Mantova, Pavia e Modena.
Durante il progetto PEPE, Caritas ha costruito reti educative territoriali coinvolgendo bambini, adolescenti, famiglie, scuole, cooperative sociali, biblioteche, parrocchie e amministrazioni locali. Sono stati realizzati: laboratori civici e creativi; doposcuola e centri estivi; attività teatrali e sportive; percorsi di accompagnamento per ragazzi in difficoltà.
Le attività si sono sviluppate con l’obiettivo di creare ambienti educativi nuovi e coinvolgenti, capaci di offrire ai giovani occasioni di crescita, relazione e protagonismo.
Dall’incontro nazionale sono emerse alcune proposte concrete, frutto dell’esperienza diretta dei territori:
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Costruire comunità educanti permanenti
Le esperienze locali dimostrano che non bastano interventi emergenziali: serve una rete stabile tra tutti gli attori educativi – famiglie, scuola, Chiesa, terzo settore, istituzioni – per rigenerare un tessuto sociale che oggi appare frammentato. -
Rimettere al centro la relazione
L’educazione non è solo trasmissione di contenuti, ma creazione di legami. La Caritas propone di recuperare riti di passaggio, tempi di convivialità, spazi condivisi dove bambini e ragazzi possano crescere in autonomia, regolarsi tra pari, sperimentare fiducia e responsabilità. -
Affrontare le tre grandi crisi dell’educazione
Le comunità educanti devono fare i conti con tre grandi sfide:-
La crisi demografica, che rende ancora più fragile il tessuto educativo;
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La povertà materiale e relazionale, aggravata dall’assenza di politiche pubbliche efficaci;
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La crisi antropologica, con la perdita di limiti, rituali e socialità spontanea tra bambini.
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Riconoscere il valore politico e culturale dell’educazione
Educare non è una questione privata. La proposta della Caritas è riconoscere che l’educazione ha un impatto politico, culturale e civico: creare luoghi che generino comunità, promuovano cittadinanza attiva e offrano ai giovani riferimenti solidi.
L’obiettivo dell’incontro non era “risolvere” una volta per tutte il problema educativo, ma modellizzare un approccio: creare un'opera segno che possa ispirare altri territori, istituzioni e realtà sociali. Un metodo basato sull’ascolto, la co-progettazione e l’investimento nel tempo lungo.
Anche la Caritas diocesana di Velletri-Segni ha preso parte all’incontro nazionale con l’intento di allargare lo sguardo, confrontarsi con esperienze significative e formarsi in vista di future progettualità sul territorio. La partecipazione ha rappresentato un’occasione preziosa per raccogliere stimoli, idee e strumenti utili a costruire una rete educativa più solida e generativa, capace di rispondere alle sfide locali con visione condivisa e rinnovato impegno.




