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Sabato 17 gennaio si è tenuto il secondo incontro del percorso che la Casa di Sara dedica alle ragazze. Questa volta si è lavorato sul tema dell’amicizia, esplorandone il significato, le sfumature e la complessità attraverso attività creative e momenti di confronto condiviso.
Il laboratorio è iniziato chiedendo alle ragazze di descrivere l’amicizia attraverso una metafora. Sono emerse immagini forti e autentiche: l’amicizia come una fiamma, capace di scaldare ma anche di ferire, e come un sasso, percepito allo stesso tempo come solido e fragile. Metafore che raccontano quanto i legami siano preziosi, ma richiedano attenzione e cura.
Da qui il gruppo si è soffermato sulla metafora della piantina, scelta come simbolo dell’amicizia. Le radici rappresentano i valori fondamentali che nutrono il legame: simpatia, leggerezza, divertimento, ascolto, autenticità, rispetto. Lo stelo, invece, è stato associato alla comunicazione, elemento essenziale perché l’amicizia possa crescere: una comunicazione fatta non solo di parole, ma anche di gesti ed espressioni, ovvero del linguaggio non verbale.
Le ragazze hanno poi dato forma concreta alla piantina dell’amicizia, creando foglioline con frasi gentili, quelle parole che rafforzano il legame e lo rendono stabile. Accanto a queste, hanno disegnato delle goccioline d’acqua, altro nutrimento fondamentale, scrivendo azioni quotidiane che aiutano l’amicizia a crescere e a ripararsi: passare del tempo insieme, abbracciarsi, dirsi grazie, chiedere scusa, prendersi cura del rapporto anche quando diventa difficile.
Un momento importante del laboratorio è stato dedicato al litigio e a come ci si sente quando un’amicizia si incrina. Il confronto ha permesso di riflettere su quanto la comunicazione efficace sia fondamentale nei momenti di conflitto, per proteggere sé stessi nel rispetto dei propri spazi, tempi e valori, ma anche per rispettare l’altra persona. Questo processo aiuta a sviluppare empatia e consapevolezza emotiva.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di impegno e fiducia, riconoscendo che non tutte le amicizie sono uguali: alcune sono più profonde, altre più leggere, e ognuna ha una qualità diversa in base all’intimità e all’impegno reciproco.

Nella parte finale del laboratorio, le ragazze hanno disegnato una mano, scrivendo ciò che ciascuna di loro offre nell’amicizia. Successivamente, con l’aiuto delle altre, hanno tracciato il contorno di un’altra mano – simbolo dell’aiuto reciproco – nella quale hanno scritto ciò che ricevono o desiderano ricevere dalle proprie amicizie.
Il laboratorio si è concluso con un momento semplice ma significativo: guardarsi allo specchio e riconoscere che la prima amica da cui partire è sé stesse. Un messaggio importante, che alla Casa di Sara accompagna ogni percorso educativo: imparare a volersi bene è il primo passo per costruire relazioni sane e autentiche con gli altri.




